it | en

CSI San Patrignano, una “boutique” dell’equitazione

“Nell’equitazione esistono concorsi che assomigliano a grandi magazzini, dove si trova di tutto, ed altri più simili a boutique, dove regna la qualità. Per me il CSI 5* di San Patrignano appartiene assolutamente a questa seconda categoria, dove si cerca in ogni cosa di raggiungere il meglio: sia che si tratti dei binomi in gara, che dell’organizzazione, che delle strutture”. E’ piuttosto chiara la considerazione che Stefano Morriale, braccio destro di Eleonora Ottaviani, show director del Challenge Vincenzo Muccioli, ha del concorso organizzato nella comunità.

morrialeParlando di boutique, il pensiero corre al campo gara di San Patrignano, un grande prato verde difficile da trovare in tanti altri concorsi: “E’ splendido, ma è possibile mantenerlo così proprio perché non si è voluto commercializzare eccessivamente l’evento. Quando si sceglie di invitare troppi cavalieri allora per forza di cose si ricorre alla sabbia, altrimenti l’erba si rovinerebbe troppo. Sanpa ha però puntato sulla qualità dei binomi e così può permettersi un campo gara che è uno spettacolo per chiunque, cavalli, cavalieri, spettatori e organizzatori”.

Oltre al campo gara, grande la qualità anche del parco ostacoli, a immagine e somiglianza di San Patrignano, come spiega lo stesso Morriale: “Ultimamente molti concorsi vengono snaturati anche per colpa degli ostacoli che più o meno sono uguali ovunque. Invece sono parte fondamentale di ogni concorso, devono avere una loro “personalità” ed essere capaci di rendere unica una competizione di caratura mondiale. Per questo abbiamo scelto innanzi tutto di ammodernare quelli già realizzati negli anni passati, soprattutto per l’Europeo del 2005, e poi di realizzare un ulteriore ostacolo con un nuovo materiale”.

Di che cosa si tratta? “La novità sarà un nuovo ostacolo in vetroresina, un materiale che ci permetterà morriale di caratterizzare ancora meglio l’ostacolo che riprende la linea grafica del bilancio sociale di San Patrignano, con l’immagine di un ragazzo che spicca il volo. Un’idea nata dagli stessi ragazzi che poi ne stanno curando anche la realizzazione. Io ho fatto unicamente attenzione all’aspetto tecnico dell’ostacolo”.

Ma dove nasce l’idea dell’utilizzo della vetroresina? “Ai mondiali di Roma nel ’98 Marcello Mastronardi scelse questo materiale per due ostacoli, la dea bendata e il Colosseo. La tecnica però era arretrata tanto che gli ostacoli risultarono pesanti e quindi per nulla comodi da spostare. Ora invece possiamo lavorare con un materiale molto più leggero e che nonostante questo è allo stesso tempo resistente e sicuro per i cavalli e i cavalieri nel caso in cui vadano a sbatterci contro. E la riuscita scenografica è migliore rispetto al passato”.