Dalla strada alla scuderia, la storia di Gianluca
Una vita da clochard per sfuggire alla noia. Storia rocambolesca quella di Gianluca, arrivato alle scuderie di San Patrignano dopo un peregrinare disordinato, iniziato quasi per caso, sulle orme di tanti amici che avevano lasciato il paesino in provincia di Chieti dove l’unico pensiero era il “che fare?” durante il fine settimana. E così, poco più che ventenne, si ritrova a vivere da solo a Bologna. “Mi sono un po’ arrangiato, ma non è andata come avrei voluto”. E da lì a poco Gianluca è senza fissa dimora per le strade del capoluogo felsineo. “Mi sono appoggiato a un cugino e poi a Stella, una signora clochard che mi aveva ‘adottato’ dandomi un sacco di consigli” racconta Gianluca. “Non rinnego niente, ci sono stati momenti belli ma anche molto difficili”. Poi incontra una ragazza e si fa largo il desiderio di famiglia. “Trovo casa e lavoro ma dopo 5 anni mollo tutto”. Il richiamo della libertà è troppo forte. Frequenta i rave e scopre la droga ma non gli piace l’ambiente, “odorava di marcio”. Però continua a fare uso di sostanze. Finisce in carcere ma paradossalmente qui, grazie al colloquio con un medico, decide di entrare in comunità. “Mi è sempre piaciuto stare insieme agli altri – confida – anche se solo qui ho imparato a dare la giusta misura alle cose, scavando dentro di me per far emergere la mia vera persona”.
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22 July 2012 - 16:09
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