Hassmann a segno nel Challenge Vincenzo Muccioli, e nell’equitazione entra il Fair Ride
San Patrignano, 19 luglio 2009 – Fuochi d’artificio in aria e in terra per la festa di San Patrignano. Giochi pirotecnici in cielo appena conclusa la gara e assoluti tecnicismi in campo nel Gran Premio Acqua Uliveto 13° Challenge Vincenzo Muccioli, ultimo ingaggio per i migliori binomi del concorso.
La notte sotto le stelle ha arriso a Toni Hassmann e alla sua Lolita H. Davanti a oltre cinquemila persone sugli spalti, il tedesco (uno degli otto cavalieri a uscire indenne dal percorso base) ha avuto lo svantaggio di partire per primo nel barrage, ma grazie al tempo impiegato (33,49) e al percorso netto ha da subito posto una forte ipoteca sull’edizione 2009 del Challenge.
«È stato uno dei più grandi successi che abbia mai ottenuto con Lolita – ha dichiarato il vincitore. Ho fatto una gara perfetta e sono davvero soddisfatto. Lolita, la tredicenne figlia del grande Libero H, è stata davvero brava. Veniva da un infortunio ma non ci sono dubbi che si sia ripresa bene». «Una dedica speciale per la vittoria – ha aggiunto Hassmann, deciso a ritornare anche per la prossima edizione – vorrei farla al mio allenatore che ha sempre creduto in me».
La piazza d’onore è andata a un prudente, quanto saggio, Beat Mandli. Sino al momento del suo ingresso in campo, infatti, erano stati veramente pochi i doppi netti e così il cavaliere svizzero in sella a Louis ha preferito assicurarsi la gara e un ottimo secondo posto (0/0; 40,09). Terza posizione per la Norvegia con il combattivo Geir Gulliksen, che in sella a L’Espoir ha chiuso con due netti e un tempo di 42,27.
Grande gara, poi, quella del cavaliere italiano Luca Marziani, migliore degli azzurri con il suo nono posto. In sella a Cascartho O.H. Marziani è uscito indenne da errori agli ostacoli ma è stato penalizzato da una penalità per avere superato il tempo massimo consentito.
Il miglior cavaliere del concorso – che ha indossato l’orologio messo in palio dalla prestigiosa maison svizzera Rolex – è stato l’azzurro Gianni Govoni grazie alle sue tre vittorie e al secondo posto ottenuto nelle tre giornate di gara.
Tutta nel segno del fair play la domenica a San Patrignano. Voci di corridoio – quello che divide una fila di box dall’altra, nel nostro caso – hanno riportato infatti sempre più spesso del progetto Ride Fair. Per saperne di più abbiamo fatto quattro chiacchiere con Eleonora Ottaviani.
«Si parla tanto di doping e di maltrattamenti nell’equitazione – ha spiegato la show director del Csi –. Ride Fair è un progetto portato avanti dal Riders Club e da alcune federazioni volto a favorire l’educazione equestre e la consapevolezza dei cavalieri. Un gruppo di lavoro è all’opera per stilare le linee guida di un percorso che deve iniziare fin dalla prima lezione in sella. È questo, infatti, il momento giusto per insegnare il rispetto per il cavallo. L’allievo deve imparare subito che non si tratta di un gioco oppure di un mezzo meccanico bensì di un essere vivente del quale è responsabile e che condivide emozioni ed esperienze nel quotidiano e in gara. È fondamentale che fin dalle prime uscite il cavaliere capisca quanto la calendarizzazione degli impegni, i programmi e i trasporti possano influire sulla salute e sul benessere del cavallo. I risultati agonistici dipenderanno in gran parte da quanto saprà dosare le energie del suo compagno di gara. Inoltre, è necessario stabilire con precisione e insegnare la differenza tra “sano” e “fit to compete”, ovvero in condizione di gareggiare, e che cosa significano uso e abuso di farmaci e le relative conseguenze. Il progetto Ride Fair si concretizzerà prossimamente in un libro che sarà presentato in occasione di Fieracavalli di Verona, manifestazione che proprio in questi giorni ha consolidato il proprio “gemellaggio” con il concorso internazionale della comunità riminese».
E dalla correttezza in campo al sociale il passo può essere breve. WeFree è il nuovo slogan con cui San Patrignano presenterà dal prossimo settembre tutte le sue attività di prevenzione. E nella comunità fondata da Vincenzo Muccioli è in programma il prossimo 10 ottobre il 1° WeFree Day, una giornata di incontri e discussioni tra relatori di tutto il mondo e centinaia di giovani sui temi del disagio, dell’emarginazione, dell’educazione e della sostenibilità.
Per il campione olimpico di Hong Kong 2008 (ricordiamo che le competizioni equestri, per motivi di sicurezza veterinaria, non si sono svolte a Pechino ma presso gli splendidi impianti ippici del Jockey Club dell’ex protettorato britannico, ndr) Eric Lamaze, canadese, è la prima volta a San Patrignano. E non ha che parole di grande ammirazione.
«Un concorso bellissimo, in assoluto tra i migliori. Ottimo il campo in erba, meravigliosamente elastico, perfetti i percorsi e tutta l’organizzazione delle scuderie dove, nonostante il caldo, i cavalli stanno molto bene. Purtroppo non ho avuto il tempo di visitare la comunità ma ho comunque potuto apprezzare lo straordinario lavoro che si fa qui con i ragazzi. Tutto lo sport offre un grandissimo aiuto per affrontare e superare i disagi. Inoltre, il contatto con gli animali e, nell’equitazione, con il cavallo, ne amplifica ulteriormente la portata. Quanto realizzato a San Patrignano è davvero eccezionale».
Nel pomeriggio i giochi si erano aperti con il successo di Toni Hassmann. Aveva già impressionato ieri il tedesco in sella al suo sette anni Oldenburger Baron Pkz e oggi ha concesso il bis nel premio WeFree, prova mista riservata ai cavalli giovani. Hassmann ha siglato il barrage, al quale hanno avuto accesso nove binomi, chiudendo infine con due percorsi netti nel tempo di 36,33.
«Sono felicissimo di aver centrato qui il mio secondo successo. Baron Pkz si conferma un cavallo veloce e molto qualitativo», ha dichiarato.
Il collega olandese Albert Zoer, campione del mondo a squadre 2006, in sella a Veliciano, stallone Kwpn da Andiamo, ha replicato il secondo netto in barrage in 37,86 secondi, lasciando al connazionale William Greve in sella a Verona (castrone Kwpn di sette anni da Equador) la terza posizione nel tempo di 38,42.
Nella prova serale, ennesimo successo di Gianni Govoni, autentico mattatore di questo Csi. Dopo essersi aggiudicato nei giorni scorsi le due prove più importanti del concorso oggi, ancora una volta in sella all’incredibile Love Affair, il cavaliere di Finale Emilia ha stravinto, mandando in delirio il pubblico sugli spalti, il premio Ministero del Turismo, una prova a difficoltà progressive con jolly. Fermando il cronometro nello strepitoso tempo di 42,79 il binomio è riuscito a totalizzare 65, punteggio pieno.
«Ho fatto un bel record – ha dichiarato Govoni –. Non so quanti siano riusciti a vincere tre gare in tre giorni in un unico concorso con lo stesso cavallo. Le prestazioni di Love Affair sono sempre positive e sono molto contento che sia riuscita a ottenere questo risultato. Voglio dedicare questa vittoria al nuovo tecnico del salto ostacoli italiano Markus Fuchs. Spero possa aiutarci in questo momento così difficile per la nostra nazionale».
La piazza d’onore della gara è andata a Clarissa Crotta in sella a Made in Margot. La giovane amazzone elvetica ha totalizzato i 65 punti in 46 secondi, mentre Albert Zoer e Uraguay (65; 46,63) hanno concluso al terzo posto.
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