Ride Fair, un progetto per l’equitazione pulita
Voci di corridoio – quello che divide una fila di box dall’altra, nel nostro caso – riportano sempre più spesso del progetto Ride Fair. Per saperne di più facciamo quattro chiacchiere con Eleonora Ottaviani.
«Si parla tanto di doping e di maltrattamenti nell’equitazione – spiega la show director del Csi di San Patrignano –. Ride Fair è un progetto portato avanti dal Riders Club e da alcune federazioni volto a favorire l’educazione equestre e la consapevolezza dei cavalieri. Un gruppo di lavoro è all’opera per stilare le linee guida di un percorso che deve iniziare fin dalla prima lezione in sella. È questo, infatti, il momento giusto per insegnare il rispetto per il cavallo. L’allievo deve imparare subito che non si tratta di un gioco oppure di un mezzo meccanico, ma di un essere vivente del quale è responsabile e che condivide emozioni ed esperienze nel quotidiano e in gara.
È fondamentale che fin dalle prime uscite il cavaliere capisca quanto la calendarizzazione degli impegni, i programmi e i trasporti possano influire sulla salute e sul benessere del cavallo. I risultati agonistici dipenderanno in gran parte da quanto saprà dosare le energie del suo compagno di gara. Inoltre, è necessario stabilire con precisione e insegnare la differenza tra “sano” e “fit to compete”, ovvero in condizione di gareggiare, e che cosa significhi uso e abuso di farmaci e le relative conseguenze».
Il progetto Ride Fair si concretizzerà prossimamente in un libro che sarà presentato in occasione di Fieracavalli di Verona, manifestazione che proprio in questi giorni ha consolidato il proprio “gemellaggio” con il concorso di San Patrignano.
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